La blockchain è conosciuta per le sue abilità di tracciare e rintracciare prodotti attraverso la catena logistica, ma il suo potenziale di liberare trilioni di dollari di valore economico è meno discussa.

L’utilizzo della blockchain di confermare la provenienza dei prodotti e di tracciarli dal produttore al consumatore sta diventando un tema onnipresente attorno all’industria logistica alimentare poiché le grandi aziende osservano questa tecnologia per scopi di efficienza e impatto sociale.

Chiamate ‘protocolli di fiducia’ da parte dei sostenitori, le blockchain sono distribuite e decentralizzate come database immutabili e accessibili da operatori della supply chain. Ogni volta che un prodotto viene scambiato, questa transazione è registrata in modo permanente in un database condiviso che non può essere né modificato né eliminato.

Mentre questa abilità di tracciare-rintracciare prodotti alimentari e agricoli attraverso la supply chain offre significativi miglioramenti e guadagni d’efficienza rispetto alle soluzioni attuali, il vero potenziale della blockchain è stato meno discusso: liberare trilioni di dollari di capitale circolante in ciascun momento nel mondo.

I problemi di liquidità sono alla base della supply chain. Agricoltori e distributori con scarso accesso ai servizi bancari sono spesso pagati 60-90 giorni dopo la consegna del prodotto, o devono accettare il 50-60% di taglio di prezzo se vogliono che i loro acquirenti facciano fronte alle liquidità. Ciò si traduce in una compressione del capitale circolante su coloro che possono permetterselo o meno e sono quindi costretti a stipulare prestiti ad alto interesse per poter pagare prodotti utili per la stagione successiva.

I partecipanti della supply chain alimentare lottano per coprire i costi finanziari che non aggiungono valore al business. Ciò, crea una situazione in cui gli agricoltori realizzano spesso il 6% o meno del valore delle colture che vendono. Nel commercio del riso, per esempio, fino al 40% del prezzo finale proviene dall’intermediazione finanziaria. I benefici potenziali della riduzione di questi costi potrebbero cambiare la vita per gli agricoltori e i consumatori di riso, poiché molti dei maggiori paesi esportatori di riso sono anche i più grandi consumatori.

Pertanto, produttori e altri intermediari sono più preoccupati di essere effettivamente pagati piuttosto che garantire ai consumatori la possibilità di verificare attraverso la blockchain le origini del loro cibo.

La blockchain potrebbe essere in grado di risolvere le questioni di affidabilità e tracciabilità che oggi colpiscono le supply chain, ma questo succederà solo dopo aver risolto i problemi di accesso alle liquidità per gli operatori con vincoli di capitale all’estremità della catena.

Le criptovalute stabili offrono soluzioni alternative per finanziamenti commerciali a basso rischio e più convenienti. Un servizio in fase di sviluppo, che permette agli operatori della supply chain di estrarre liquidità da attività tipicamente illiquide usando una valuta virtuale stabile. Grazie al tasso di cambio stabile, questo tipo di valuta virtuale funziona come un equivalente in denaro e può essere facilmente scambiata. Usando questa soluzione, agricoltori e altri attori possono prestarsi denaro e rimborsarsi una volta saldate le fatture.

Ridurre la dipendenza da grandi intermediari finanziari centralizzati che estraggono valore dalla supply chain è un passo fondamentale verso un’offerta alimentare tracciabile, etica e sana. Gli agricoltori che sono pagati correttamente possono reinvestire questo capitale attraverso metodi produttivi migliori, come la nuova blockchain basata su soluzioni di tracciabilità-rintacciabilità, che permette di ottenere prodotti di migliore qualità e ad un prezzo più conveniente.

Fonte: Food Logistics